Amore per sé stessi

L’amore comincia con l’amore per sé stessi.

Il giorno che decidi di smettere di soffrire, il giorno che muovi un passo per uscire dal tuo conflitto interiore, è il momento in cui comincia l’amore per te stesso. 

E quando ami te stesso in quel modo, puoi amare anche gli altri. Come può esserci appagamento nella relazione con un altro se sei deluso e insoddisfatto con te stesso? Finché c’è resistenza ad accettare chi sei, non ci può essere amore. Finché la mente lotta contro la realtà, finché c’è resistenza alla verità, non ci può essere amore. 

Quando smetti di preoccuparti con i tuoi pensieri e le tue emozioni, smetti la guerra dentro di te: non ti compare con un’immagine proiettata dalla religione, dalla società, o dai libri. Sei in pace con te stesso nella sua totalità, sei compassionevole verso te stesso, e questo amore si manifesta come amore per l’altro. Quando sei in pace con te stesso, sperimenti anche l’amore dell’altro.

Amare te stesso comincia con l’accettazione della verità su di te, che include il tuo corpo, include le tue capacità, le tue grandezze, I tuoi risultati e I tuoi fallimenti, I tuoi pensieri e I tuoi sentimenti. 

Amare te stesso significa amare il tuo passato. 

Meditazione

Facciamo ora la meditazione della consapevolezza, che ti aiuterà a sentirti più a tuo agio con te stesso. 

Siedi comodo e chiudi gli occhi. Inspira lentamente e profondamente con attenzione totale. Inspira attraverso il naso ed espira con la bocca; ripeti questa respirazione 7 volte. 

Connettiti con la presenza nel tuo cuore. La presenza è uno stato di connessione; sei libero con tutta la vita. Qualunque intenzione formulata con la presenza acquisisce un grande potenziale. Porta la tua attenzione alla presenza. Fai un’intenzione di portare attenzione a te stesso, per sentirti più comodo e per sentire amore per te stesso. 

Porta l’attenzione a quelle parti di te con cui al momento non ti senti a tuo agio. Qual è il conflitto che senti? È il tuo aspetto, o sono i tuoi pensieri, i tuoi fallimenti, il tuo status sociale? C’è un senso di vergogna, inadeguatezza, o colpa? 

Il tuo disagio con te stesso nasce a causa del tuo giudizio, non dipende da cosa sei. È solo un processo di pensiero che ti causa sofferenza, non la realtà in sé. Riconosci il tuo pensiero e incontralo con un sorriso. Posiziona le mani sul cuore e amorevolmente di’ a te stesso: “Sono quello che sono. La mia vita è quello che è”. 

Visualizza te stesso circondato di una luce dorata soffusa. Sentiti riempito da un senso di accettazione. 

Connettiti con la presenza e formula l’intenzione che la tua vita sia fondata sull’amore e l’accettazione. 

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